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![]() Le discussioni e i dibatti sui concorsi della PhotoCompetition. |
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[20 Aprile 2009 - 11:19] letto 1060 volte |
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Cos'è la periferia? Etimologicamente circonferenza (latino), dal greco girare intorno, parte estrema contrapposta al centro suggerisce la treccani. Non è semplice definire i concetti di periferia, sono concetti astratti, definiti di volta in volta nei diversi campi di competenza. Gli architetti giocano sul significato di confine e limite da secoli, gli urbanisti non ci dormono la notte. Io questo concetto lo vedo in modo ampio, non mi sembra corretto restringere il suo significato ad una semplice zonizzazione, certo definire la piazza del paese come periferia forse è troppo.. L'architettura è specchio della civiltà che la costruisce, le periferie delle città degli anni '30 sono ormai divenute centro storico, ma allora non erano certamente centro. Quindi è anche una questione di tempi, di sincronie o asincronie legate alla cultura, all'idea che si ha dell'edilizia, ai tipi in edilizia. Quelli che ora, in Italia sono definibili come "Tipi" edilizi costruttivi da periferia, i palazzoni residenziali che hanno invaso dal dopoguerra le periferie delle nostre città, allora ancora ad un livello pressapoco medievale, erano architetture di stato nei paesi dell'est già dai primi del secolo scorso. Insomma penso che le teorie possano essere tante, possiamo cercare di costruire un vocabolario comune, condiviso o meno, nel quale si cerca di sintetizzare le nostre percezioni, la nostra visione di periferia, in modo limpido, rifacendosi anche in modo più preciso del mio agli urbanisti, agli architetti o ingegneri che hanno fatto la storia del costruito in Italia (e nel mondo visto che le fotografie già pubblicate), ma anche ai filosofi, scrittori, sociologi.. "nascosta in qualche sacca o ruga di questo slabbrato circondario esiste una Pentesilea riconoscibile e ricordabile da chi c’è stato, oppure [..] Pentesilea è solo periferia di se stessa e ha il suo centro in ogni luogo" Italo Calvino - Le città invisibili ma se le idee sono completamente nostre, e non solo citazioni, forse diventa più interessante. |
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[20 Aprile 2009 - 12:49] letto 1048 volte |
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bello questo thread ci voleva, perchè sto facendo veramente fatica a capire come commentare/votare le immagini nella galleria perfieria. Parto dal testo della galleria che è importante per poi definire il concetto di periferia che è vago ma soprattutto assume connotazioni differenti a seconda del luogo e del tempo in cui ci troviamo: "Racconti di periferia. Fotografie che ritraggono le periferie urbane, luoghi appunto "fuori", lontani dal centro delle città, ma comunque facenti parte di essa; teatri di storie e di vite spesso in penombra ai quali vogliamo dedicare la nostra riflessione e i nostri sguardi." Cerchiamo di definre il concetto di periferia: io lo individuo con ciò che si trova ai margini di una grande città. Che cosa si trova ai margini di una grande città? di solito troviamo 2 aspetti diversi: edilizia popolare per le fasce meno abbientie zone residenziali per chi non vuole vivere nel trambusto cittadino ma non vuole allontanarsi troppo da un contesto urbano. Per come la vedo io escluderei le zone residenziali dal concetto di perfieria. Perchè pur rientrando nella definizione 'geografica' non rientrano nella definizione 'sociologica' che associo al termine. Ora, viene richiesto di rappresentare storie o racconti periferici "fuori" quindi ai margini, e lontani dal centro cittadino. Come li vedo io (come abitante di una grande città) questi margini? Come si possono raccontare queste storie? Prima di tutto per me la periferia è come la vedo oggi (io stesso abito in una zona considerata oggi centro storico ma solo 30/40 anni fa era considerata periferica, popolare e malfamata), riferita al tempo in cui viviamo. Le ultime 2 immagini riportate qui http://www.photocompetition.it/edizione_regolamento.php?id_edizione=34 sono perfettamente esplicative di cioì che io penso quando immagino la perfieria, nessuna delle 2 potrebbe essere stata scattata in un centro di una grande città. E che cosa si vede in quelle immagini? Nella prima quella di Pasolini (e nonostante sia datata alcune zone di periferia di una grande città sono purtroppo ancora cosi') c'è l'elemento architettonico classico perfierico: i palazzoni classici da edilizia popolare, l'ambiente degradato della città in espansione e l'elemento umano che si adegua alla situazione, vediamo 2 donne e una bambina che si comportano esattamente come se fossero al parco giochi. Quindi secondo me a definire la periferia sono l'elemento architettonico, l'elemento ambientale e l'elemento umano che in questo caso completa l'immagine alla perfezione. La seconda dell'autore anonimo ha l'elemento architettonico (il muro di una stazione merci e l'elemento ambientale (il verde della strada non asfaltata che costeggia il muro segno che non ci troviamo all' interno di un centro cittàdino) l'elemento umano che ci dice che la zona è abitata. Ci sono poi altre immagini senza elemento umano. ma solo architettonico/industriale/ambinetale che mettono in risalto come queste perfierie possano regalare delle vedute inusuali rileggendo in maniera positiva un elemento appartenente ad un ambiente che difficilmente viene raccontato in maniera positiva mi viene in mente una immagine di SAndro http://www.photocompetition.it/immagine.php?id_immagine=866. Questa è per me la periferia e questi sono gli elementi che ci dovrebbero essere perchè possa essere raccontata come tale. Se ci spostiamo geograficamente e culturalmente tutto poi diventa molto più difficile da decifrare, negli stati uniti la perfieria non è come la vediamo e viviamo noi, nell'est europeo la periferia non si percepisce architettonicamente quanto socialmente, in molti posti il vecchio e il 'degrado' sono più associabili ad un centro città piuttosto che ad una periferia. |
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[20 Aprile 2009 - 18:04] letto 1023 volte |
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e scusate tutti gli errori di battitura, non sono dislessico, ho solo scritto veloce ;) | |
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[4 Maggio 2009 - 22:31] letto 984 volte |
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bene! adesso vorrei capire, dopo tutto quello che ho visto e letto in questa edizione, come mi devo comportare davanti alle immagini che si allontanano dal tema in maniera evidente, ma nonostante questo sono belle foto! non nascondo la mia confusione e il mio imbarazzo... :/ | |
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[5 Maggio 2009 - 10:39] letto 969 volte |
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Se ritieni che la foto non sia in tema allora usi il voto "fuori tema". Nel contempo, puoi comunque dare un giudizio sulla foto se ti piace, non assegnando un voto numerifo. Se ci tieni puoi comunque scriverlo nel commento. |
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[5 Maggio 2009 - 14:24] letto 945 volte |
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grazie SAndro, sapevo che era così, ma avevo bisogno di questa risposta semplice da te...ora mi sento tranquilla, e decisamente meno confusa! :) | |
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[6 Maggio 2009 - 17:39] letto 858 volte |
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Ho già disquisito, commentando direttamente nelle foto di periferia, forse troppo, su questo argomento, ma visto che gli animi si sono chetati, i toni sono rientrati in una discussione puramente didattica vorrei dare il mio umile cotributo. Anche se, dopo le dotte e approfondite disquisiszioni di Lele, forse potrei anche a farne a meno. Come ho già espresso più volte, se il tema non è specifico ma generale, ed essendo questo un sito di foto e non una gara a chi si avvicina di più agli intenti ed al pensiero di chi lancia il concorso, l'interpretazione che dà direttamente il fotografo deve essre tenuta nella massima considerazione perchè ognuno di noi ha una punto di vista , una prospettiva diverse. Partendo da questo dogma si può anche cercare di filosofeggiare sul significato più stretto. Prima di tutto leggendo l'idea che l'autore ha lanciato “Fotografie che ritraggono le periferie urbane, luoghi appunto "fuori", lontani dal centro delle città, ma comunque facenti parte di essa; teatri di storie e di vite spesso in penombra ai quali vogliamo dedicare la nostra riflessione e i nostri sguardi” Se la periferia come dice il testo del tema è un luogo fuori dal centro della città e se parliamo per esempio di citta come SanPaolo o Città del Messico o Mumbai, stiamo parlando di città grandi come la Lombardia con 20 milioni di abitanti, dove localizziamo il centro? e dov’è la periferia? Se la periferia è fuori dal centro città, deve essere considerata come una zona in contrapposizione al centro,? Lele giustamente si chiede quali siano gli stili architettonici che caratterizzano la perfieria, può essere un buon punto di vista, anche se nel titolo non se ne parla ma si sottolinea di più teatri di storie e di vite spesso in penombra ai quali vogliamo dedicare la nostra riflessione e i nostri sguardi” mi sembra di capire che si voglia punta pià sul lato umano che quello stradale. Comunque ne potremmo parlare per giorni ed ognuno potrebbe portare un parere diverso che potrebbe sembrare giusto dimostrando che giudicare fuori tema una foto sia una delle cose più difficili. |
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[8 Maggio 2009 - 10:09] letto 835 volte |
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il tema o il fuori tema nella galleria periferia. ho già espresso che cosa ci dovrebbe essere per me all'interno delle immagini in questa galleria nel post precedente, prendendo spunto dagli esempi che sono stati pubblicati a corredo del regolamento, e abbiamo anche visto che la visione di ognuno di noi (sia come autori che come 'giudici') varia a seconda di come interpretiamo noi sia la periferia come luogo, che come concetto. Alcuni sostengono la tesi secondo la quale visto che il tema è diversamente interpretabile, debba essere tenuta in considerazione particolare l'interpretazione che l'autore dà alla sua immagine, perchè è un sito di fotografia e le fotografie devono avere 'la meglio' (mi si passi questo termine) in un certo senso sul tema. Dal mio punto di vista questa tesi è deficitaria in alcuni punti: La fotografia è una forma di comunicazione che si rivolge ad un pubblico vasto e vario, che guarda le immagini e le 'giudica' in base alle sensazioni, informazioni, qualità estetiche che queste trasmettono e fino a qui credo che ci siamo più o meno tutti quanti. Queste sensazioni sono individuali e dipendono principalmente dai gusti estetici e dalla cultura visiva e tecnica dei singoli utenti, e anche fino a qui ci siamo tutti credo. Nel caso dei concorsi a tema, c'è un paletto in più, la fotografia che è una forma di comunicazione deve essere in grado di veicolare un messaggio ben definito aderente al tema per come è stato descritto, se questo non succede anche se l'immagine è bellissima, tecnicamente perfetta, evocativa, non è possibile per me giudicarla per il suo valore assoluto di immagine, perchè comunque bisogna fare riferimento sempre al contesto in cui questa viene pubblicata. Faccio due esempi che dovrebbero chiarire meglio la mia posizione: Immaginate di essere il photo editor di una rivista o il direttore creativo di una mostra. Tra le immagini non scegliereste aprioristicamente le migliori, ma dovreste scegliere le migliori che rappresentano il tema, tema che è definito dalle linee guida (l'articolo a corredo delle immagini) oppure delineato nella vostra testa in base alla vostra formazione culturale e visiva. Tra le immagini che escluderete ci potranno essere delle immagini oggettivamente migliori di quelle scelte, ma che purtroppo in quel caso particolare funzionano meno di altre magari meno belle, ma più efficaci. Altro esempio tornando indietro nel tempo. Quando a scuola dovevamo scrivere i temi, i temi venivano valutati non solamente in base alle nostre qualità di giovani scrittori in erba, ma anche per quanto fossero pertinenti in base al tema scelto. Quindi se avessimo scritto un capolavoro, saremmo stati sicuramente notati per le nostre abilità letterarie, ma se l'interpretazione data da noi al tema non fosse stata coerente con le intenzioni del giudice (il questo caso il professore) avremmo ricevuto dei complimenti ma il voto sarebbe stato probabilmente inferiore a quello di un tema, magari scritto non bene quanto l'altro, ma in linea con quello che il giudice si aspettava di leggere. Ora, se i giudici/editor/direttori creativi/professori siamo noi, ( e da qui in avanti parlo per me), valuteremo la fotografia presentata, non per il suo valore assoluto, ma anche per ciò che quell'immagine rappresenta o comunica all'interno di un contesto. Se per me quell'immagine è bella, ma non comunica ciò che mi aspetterei di vedere (e faccio riferimento solo alle gallerie tematiche generiche che non rappresentano un genere che abbia già delle regole stabilite), non posso valutarla solamente in base alle interpretazioni che l'autore ne dà, ma prese in considerazione queste ultime, la valuterò prima in base a quello che per me rappresentano e poi in base alla qualità. Altro punto in cui la tesi sostenuta da alcuni è secondo me lacunosa è il fatto che non tiene in considerazione che esistono degli autori dei temi che hanno ben chiaro quali siano i limiti interpretativi che si possono dare al tema (anche se possono sempre sbagliare) e che quindi sono in grado di valutare l'aderenza al tema o meno di un'immagine proposta. Generalmente nei contest fotografici esiste una giuria (non composta dagli autori) che valuta prima le esclusioni insindacabilmente in base a come loro hanno concepito il tema (non a come gli autori lo interpretano, questo può significare che alcune bellissime immagini vengano escluse magari a discapito di altre meno belle, ma più significative all'interno di quel contesto. Questa è la soluzione cui io propendo per i prossimi concorsi per evitare nuovamente polemiche di questo tipo. Visto che per questa gallery siamo ancora noi (come autori e giudici) a dover valutare, personalmente dopo avere letto/ascolatato le intenzioni dell'autore (l'interpretazione data da lui al tema) valuto anche secondo la mia personale interpretazione del tema che può portare a dei voti bassi per delle foto belle ma scarsamente comunicative rispetto all'argomento da rappresentare, o a dei voti fuori tema per immagini stupende che non mi raccontano ciò che dovrei essere chiamato a valutare. Se alcune immagini meno belle si trovano ad occupare le posizioni alte della classifica della gallery, credo che la questione allora sia quella di impegnarci tutti per migliorare la qualità delle foto pubblicate (aderenti al tema) e non adeguare il metro di giudizio in base alla bellezza di un'immagine. esempio estremo per chiarire questo mio punto di vista: Se su 30 immagini 29 sono fuori tema (per me), ma di una qualità straordinaria è giusto che sia premiata l'unica che comunica in maniera corretta il tema anche se di minore qualità. |
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[8 Maggio 2009 - 10:30] letto 825 volte |
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Voglio sottolineare quello che ha scritto Lele, perchè in questi giorni ho fatto una gran fatica a far passare questo messaggio e mi sembra che questo esempio valga ancor più di tutti i discorsi fatti. "Immaginate di essere il photo editor di una rivista o il direttore creativo di una mostra. Tra le immagini non scegliereste aprioristicamente le migliori, ma dovreste scegliere le migliori che rappresentano il tema, tema che è definito dalle linee guida (l'articolo a corredo delle immagini) oppure delineato nella vostra testa in base alla vostra formazione culturale e visiva. Tra le immagini che escluderete ci potranno essere delle immagini oggettivamente migliori di quelle scelte, ma che purtroppo in quel caso particolare funzionano meno di altre magari meno belle, ma più efficaci. Altro esempio tornando indietro nel tempo. Quando a scuola dovevamo scrivere i temi, i temi venivano valutati non solamente in base alle nostre qualità di giovani scrittori in erba, ma anche per quanto fossero pertinenti in base al tema scelto. Quindi se avessimo scritto un capolavoro, saremmo stati sicuramente notati per le nostre abilità letterarie, ma se l'interpretazione data da noi al tema non fosse stata coerente con le intenzioni del giudice (il questo caso il professore) avremmo ricevuto dei complimenti ma il voto sarebbe stato probabilmente inferiore a quello di un tema, magari scritto non bene quanto l'altro, ma in linea con quello che il giudice si aspettava di leggere." Purtroppo o per fortuna è assolutamente così. E' per questo che insisto tanto a sottolineare l'importanza del tema. Vi faccio anche un altro esempio, quando in passato abbiamo fatto una galleria "senza tema".. beh... non ha partecipato praticamente nessuno!!! Perchè il tema è importante e sebbene per molti di voi sembri un limite alla vostra creatività, in verità è una preziosa opportunità per imparare a leggere a fondo le proprie immagini e imparare a veicolare un messaggio pertinente e coerente. Non voglio entrare nel discorso dell'immagine capolavoro benchè fuori tema. Lo racconto per metafora. Se ho sete e chiedo di bere ma mi danno la carne più buona del mondo, io, anche se sento l'entusiasmo del macellaio che esalta la sua carne, comunque muoio di sete. Non è ciò che voglio e che mi serve! Ultima cosa. Forse pochi di voi se ne rendono conto perchè non si sono trovati nella classica situazione del fotografo, ovvero costruire un portfolio o selezionare le opere per una mostra o una rivista. Le foto devono essere legate da un filo conduttore e rispettare il soggetto e il tema che si è scelto di raccontare. Non si può certo creare un confusionario e sconclusionato racconto di tante piccole perle indipendenti e slegate, quindi incapaci di colpire e comunicare UN messaggio. Imparando ad abbracciare il racconto tematico, si impara anche a costruire una selezione efficace. E mi è capitato raramente di incontrare persone in grado di farlo, perchè è difficile, richiede coraggio, rigore e disciplina. Poi si può decidere di continuare a scegliere la strada della foto bellissima ma fuori tema, ma secondo non è una scelta, è un errore. |
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